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la BIGA - 12 bottiglie 33 cl

La BIGA è la nostra Weizen: fresca, fruttata, da bere tutto l’anno. 

Birra ispirata ai ruderi dei tre mulini presenti nella Valle del Centa, testimoni di ciò che al tempo costituiva un elemento fondamentale per la sussistenza: il frumento.  

Al naso emergono note fruttate, leggermente speziate, con sfumature tendenti alla banana ed ai chiodi di garofano. Al palato una leggera acidità ed una buona carbonatazione, accompagnate da un profilo maltato, bilanciato da sentori fruttati e speziati. Il finale fresco ed asciutto rende questa birra perfetta per essere degustata d’estate, ma anche per accompagnarvi tutto il resto dell’anno. 

Ottima in accompagnamento a pizze e focacce, ma particolarmente indicata anche per gli abbinamenti con carni rosse come lo stinco e il filetto di maiale o con piatti speziati, grandi classici della cucina tedesca. 

INGREDIENTI: acqua delle Alpi Trentine, malto di frumento, malto d’orzo, luppolo, lievito 

BOX CONTENENTE 12 BOTTIGLIE DA 33 CL

39,00

IL TERRITORIO IN ETICHETTA

Il sentiero che accompagna il torrente Centa era un tempo l’antica strada del Lanzino che costituiva nel Medioevo l’unica via di collegamento tra Trento e Vicenza.

Lasciandosi guidare a ritroso dal corso del torrente, nella zona fra i paesi di Caldonazzo e Centa San Nicolò, si possono tuttora ammirare i segni lasciati dalla storia dell’uomo, che per secoli ha usato la forza dell’acqua come fonte per il proprio sostentamento. Costeggiando il torrente ci si imbatte infatti nei ruderi di una segheria ad acqua, di un’antica osteria e soprattutto nei ruderi di tre mulini che testimoniano ciò che al tempo costituiva un elemento fondamentale per la sussistenza: il frumento.

I resti di questi edifici, che in passato muovevano l’economia della zona, trasportano chiunque compia questo percorso al tempo delle genti che lì vivevano e lavoravano, mostrandone uno spaccato di tradizione popolare. E, alzando gli occhi, ecco la spettacolare cascata del Valimpach, emissario sotterraneo del lago di Lavarone. Un luogo magico in cui non ci si stanca mai di tornare. 

AMARO
LUPPOLO
MALTO
AMARO
LUPPOLO
MALTO

IL TERRITORIO IN ETICHETTA

Il sentiero che accompagna il torrente Centa era un tempo l’antica strada del Lanzino che costituiva nel Medioevo l’unica via di collegamento tra Trento e Vicenza. 
Lasciandosi guidare a ritroso dal corso del torrente, nella zona fra i paesi di Caldonazzo e Centa San Nicolò, si possono tuttora ammirare i segni lasciati dalla storia dell’uomo, che per secoli ha usato la forza dell’acqua come fonte per il proprio sostentamento. Costeggiando il torrente ci si imbatte infatti nei ruderi di una segheria ad acqua, di un’antica osteria e soprattutto nei ruderi di tre mulini che testimoniano ciò che al tempo costituiva un elemento fondamentale per la sussistenza: il frumento. 
I resti di questi edifici, che in passato muovevano l’economia della zona, trasportano chiunque compia questo percorso al tempo delle genti che lì vivevano e lavoravano, mostrandone uno spaccato di tradizione popolare. E, alzando gli occhi, ecco la spettacolare cascata del Valimpach, emissario sotterraneo del lago di Lavarone. Un luogo magico in cui non ci si stanca mai di tornare. 

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