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la WERRA - 12 bottiglie da 33 cl

La WERRA è una birra elegante e delicata: non la solita birra scura! 

Ispirata alla leggenda del Ponte dell’Orco, presenta al naso profumi delicati di cereale tostato, cioccolato e caffè. Molto beverina e per nulla amara, al palato sono il cioccolato ed il caffè i sentori principali, che lasciano spazio al cacao ed ai cereali tostati, sorretti da un grado alcolico medio-basso. 

Perfetta bevuta in abbinamento ad un tagliere di affettati e salumi affumicati, si fa onore anche se bevuta da sola, reggendo alla grande il confronto con una classica birra chiara. Consigliata anche l’accoppiata con dolci a base di cioccolato. 

INGREDIENTI: acqua delle Alpi Trentine, quattro malti d’orzo differenti, luppolo, lievito

BOX CONTENENTE 12 BOTTIGLIE DA 33 CL

39,00

IL TERRITORIO IN ETICHETTA

In una gola molto stretta sopra l’abitato di Ospedaletto si staglia il Ponte dell’Orco, una spettacolare opera naturalistica a parole difficilmente descrivibile. Tra i più grandi ponti rocciosi naturali in Italia, quest’arco di roccia misura oltre settanta metri in lunghezza e quattro metri e mezzo in larghezza, con un’altezza di cinquanta metri dal suolo. Le sue origini sono da imputare ai crolli successivi della volta di una profonda grotta aperta verso l’esterno, dovuti ai fenomeni carsici che hanno interessato l’isolata mole del Monte Lefre.

Il fascino e l’imponenza di quest’architettura naturale è tale da aver ispirato la leggenda del Ponte dell’Orco: durante il tragitto verso casa, in una notte buia e tempestosa, un pastore ed il suo gregge si trovarono sul ciglio di un burrone, impossibilitati sia a proseguire che a tornare indietro. In preda alla disperazione, il pastore chiese aiuto ad un orco che passava nei paraggi. L’orco acconsentì ad aiutare il pastore, a patto che egli rinunciasse alla propria anima. Un massiccio ponte in pietra unì l’estremità del burrone, creando un passaggio che permise al gregge di mettersi in salvo. Ma il mattino seguente il pastore scomparve e di lui non si ebbero più notizie…  

AMARO
LUPPOLO
MALTO
AMARO
LUPPOLO
MALTO

IL TERRITORIO IN ETICHETTA

In una gola molto stretta sopra l’abitato di Ospedaletto si staglia il Ponte dell’Orco, una spettacolare opera naturalistica a parole difficilmente descrivibile. Tra i più grandi ponti rocciosi naturali in Italia, quest’arco di roccia misura oltre settanta metri in lunghezza e quattro metri e mezzo in larghezza, con un’altezza di cinquanta metri dal suolo. Le sue origini sono da imputare ai crolli successivi della volta di una profonda grotta aperta verso l’esterno, dovuti ai fenomeni carsici che hanno interessato l’isolata mole del Monte Lefre.
Il fascino e l’imponenza di quest’architettura naturale è tale da aver ispirato la leggenda del Ponte dell’Orco: durante il tragitto verso casa, in una notte buia e tempestosa, un pastore ed il suo gregge si trovarono sul ciglio di un burrone, impossibilitati sia a proseguire che a tornare indietro. In preda alla disperazione, il pastore chiese aiuto ad un orco che passava nei paraggi. L’orco acconsentì ad aiutare il pastore, a patto che egli rinunciasse alla propria anima. Un massiccio ponte in pietra unì l’estremità del burrone, creando un passaggio che permise al gregge di mettersi in salvo. Ma il mattino seguente il pastore scomparve e di lui non si ebbero più notizie…  

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